Letizia Cariello a St Moritz

Su invito di una nota casa di moda in occasione dell’evento itinerante NOMAD, Nicoletta Rusconi Art Projects ha ideato e realizzato un progetto d’artista nelle vetrine dello showroom di St Moritz.
Per la collaborazione con questo importante brand del tessile italiano, è stata scelta l’artista italiana Letizia Cariello, che ha realizzato l’installazione Roundabout utilizzando il filo rosso per coinvolgere e avvolgere i capi iconici esposti al pubblico. Qui sotto il testo in accompagnamento all’installazione scritto dalla curatrice Mariella Paderni.



Letizia Cariello
Roundabout

Filare, tessere, intrecciare sono tra le manualità più antiche della cultura umana, una ritualità di gesti sapientemente studiati per creare un velo che ricopre il nostro corpo trasformandosi in una seconda pelle. La sostanza, di cui è fatto il nostro mondo, ha dentro di sé il segreto di un elemento che disegna la realtà del tempo e dello spazio - pensiamo al mitologico filo di Arianna, che traccia un percorso nel labirinto riuscendo a disegnare la strada del ritorno. La nostra cultura è ricca di metafore vecchie e nuove indagate dal lavoro di Letizia Cariello che, mediante la tessitura di legami e relazioni tra il passato e l’oggi, ci disvela il nostro “essere tempo”.
Cariello investe l’immagine del filo e l’arte dell’intrecciare, del legare insieme, di una riflessione lirica sulla percezione dello spazio e del tempo rispetto alla soggettività di sé, in un’epoca di esperienze sempre più smaterializzate, svuotate di tattilità e di contatto, di fisicità e di poesia.
Il suo corpo, le sue mani, sono gli strumenti di un raffinato intervento d’intreccio che unisce elementi eterogenei: il filo di lana rosso è il segno che congiunge gli elementi gli uni con gli altri e, come nel caso di Roundabout, intesse relazioni tra i due mantelli bianchi, i corpi che li indosseranno e il lavoro fisico dell’artista, collegando passato, presente e futuro nello spazio dell’installazione.
Simbolo di un discorso tra sentire e fare, Roundabout si espande nello spazio di Loro Piana trasformando l’architettura e plasmando il nostro rapporto con essa, legando tra loro le infinite presenze che cadono sotto i suoi occhi.